STABILIMENTI BALNEARI: SERVONO PROGETTI DETTAGLIATI E TAVOLI TECNICI DI COORDINAMENTO

Le vicende degli ultimi giorni riguardanti gli stabilimenti balneari (lidi “Punta della Suina”, “Zeus”, Samsara”, etc.) più noti di Gallipoli (LE) evidenziano, ancora una volta, un andamento completamente sbagliato sulla questione, sia nei contenuti (che dovrebbero sempre prevalere) che nella forma.

 

Nei contenuti, in quanto, ad esempio, è ovvio che smantellare e ricostruire annualmente le strutture balneari crea danno e stress sull’ambiente e il paesaggio molto più che mantenerle stabili tutto l’anno: per accertarsi che le strutture siano realmente rimovibili, è molto più semplice e intelligente effettuare opportune verifiche (sulla carta e in cantiere) su progetti esecutivi, tecniche e dettagli costruttivi da parte di tecnici competenti.

Nella forma, in quanto ogni Ente dovrebbe occuparsi solo di ciò che gli compete (gli aspetti concernenti  edilizia e urbanistica spettano agli uffici tecnici comunali e non alle soprintendenze, ad esempio): le inevitabili e tipicamente italiane problematiche interpretative (rinvenienti da un quadro normativo artatamente incerto e ridondante) andrebbero risolte tecnicamente, con appositi tavoli tecnici di coordinamento tra gli Enti preposti, stilando apposite istruzioni operative (linee guida, circolari o altro).

 

Quanto visto finora, invece, continua a incanalarsi nel solco della solita burocrazia ridondante italiana, danneggiando l’economia, il turismo e in ultimo il cittadino. E relegando paradossalmente e assurdamente in secondo piano quelli che invece sono gli aspetti primari e più importanti: la qualità architettonica, la bellezza e l’estetica degli interventi, la funzionalità, l’inserimento e l’integrazione paesaggistica, l’innovazione,  etc. etc., ovvero quello che realmente si compie e si realizza sul territorio, quello che si avrà davanti agli occhi nella realtà.

Occorre cambiare.

 

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PIANO CASA 2018 E PROTOCOLLO ITACA PUGLIA 2017

 

Di recente la Regione Puglia ha approvato alcuni provvedimenti di Legge che offrono notevoli opportunità nel settore immobiliare.

In particolare, è stato prorogato al 2018 il “Piano Casa” (con L.R. n°51/2017) e sono stati licenziati il “Protocollo Itaca Puglia 2017 – edifici non residenziali” (con Delib. G. Reg. n°1147/2017) e il “Protocollo Itaca Puglia 2017 – edifici residenziali” (con Delib. G. Reg. n°2290/2017).

L’azione combinata di tali provvedimenti consente di ampliare (fino al 20%) o demolire e ricostruire (con aumento del 35%) gli immobili residenziali e non residenziali, adibendoli a residenza (o bed & breakfast, casa vacanza, etc.) o attività produttiva (locali commerciali, ristoranti, uffici, etc.), a condizione che gli interventi siano ottimizzati sotto il profilo dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale e paesaggistica.

 

Nel dettaglio, l’ampliamento volumetrico del 20% è consentito per immobili residenziali e non residenziali, e la destinazione d’uso finale deve essere residenziale (compresi bed & breakfast, case vacanze, etc.) o strettamente connessa alla residenza (negozi di prima necessità, laboratori artigianali, etc.).

L’intervento di demolizione e ricostruzione con aumento del 35%, invece, è anch’esso consentito per immobili residenziali e non residenziali, ma la destinazione d’uso finale è più ampia, poiché può essere sia residenziale (compresi bed & breakfast, case vacanze, etc.), che strettamente connessa alla residenza (negozi di prima necessità, laboratori artigianali, etc.), che conforme allo stato di fatto preesistente, che conforme a quanto previsto dallo strumento urbanistico generale.

Per l’intervento sull’esistente è possibile usufruire anche dell’ Ecobonus (detrazioni fiscali fino al 75%).

 

Rinnovare, riprogettare, riqualificare, efficientare energeticamente, nonchè ampliare un immobile (adibendolo a residenza o attività produttiva) è ora possibile e conveniente.

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